La Cittadella della Musica

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L’edificio conosciuto come Vecchio Ospedale, adibito a nosocomio cittadino fino agli inizi degli anni ’70, è uno stabile che ha origine nel 1500 e nei secoli successivi, è stato sottoposto  a numerosi interventi di ampliamento.

 Attraverso un ponticello  è collegato all’Infermeria Presidiaria denominata oggi  Cittadella della Musica. Sul soffitto del ponte, che serviva da collegamento tra  la grande corsia dell’ospedale e le corsie dell’infermeria  del presidio militare,  sono presenti degli affreschi che recentemente sono stati oggetto di restauro conservativo .

L’Infermeria Presidiaria fu costruita invece nel 1700 ad opera di Giuseppe Renato Imperiali,  tesoriere generale della Camera Apostolica, successivamente nominato cardinale da Papa Alessandro VIII.

Gli interventi di recupero dell’intero complesso ospedaliero, in stato di abbandono per diversi anni, sono iniziati negli anni ’90 e  hanno riguardato prima il corpo dell’Ospedale e poi quello dell’Infermeria.

A seguito dei rilevanti lavori di ristrutturazione, l’Infermeria Presidiaria è stata trasformata in  Cittadella della Musica ed inaugurata a fine 2009. L’immobile è utilizzato per spettacoli, concerti, conferenze, convegni, mostre e matrimoni e comprende:  un piano a livello stradale su via degli ospedali ancora non completamente fruibile, un grande giardino,  uffici e camerini per gli artisti  al primo piano e al secondo piano tre sale: il foyer,  la sala dedicata a Mafalda Molinari con un piccolo palco dotato di pianoforte e 96 posti a sedere e la sala dedicata al Maestro Ennio Morricone con palcoscenico dotato di pianoforte e 180 posti a sedere.

Su Piazza Calamatta, già Piazza D’Arme, oltre all’ingresso principale dell’edificio, che oggi ospita gli uffici della Cultura e del Turismo, l’Archivio storico e la Biblioteca comunale, affaccia anche la Chiesa denominata “ San Giovanni di Dio”, in passato cappella dell’ospedale cittadino.

All’interno della Chiesa sono stati restaurati, recentemente, alcuni affreschi di autore ignoto, oltre che a degli splendidi stucchi del ‘700 attribuibili a Giacomo Serpotta, dell’omonima nota famiglia di artigiani dello stucco, come dimostra la lucertola ritrovata tra le decorazioni,  “firma” dell’artista.

La chiesa San Giovanni di Dio, non è sede di culto, ma viste le dimensioni ridotte è utilizzata dall’Ente o da terzi per eventi di “nicchia” o per  matrimoni di rito civile.

L’utilizzo da parte di privati della Cittadella della Musica e della Chiesa San Giovanni di Dio è regolamentato da  appositi disciplinari pubblicati nel sito istituzionale dell’Ente.